di-segno di Sacrilegio Tempesta

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pARTICOLARE DI "Autunno", quadro di Diogene senza l'anima?. Foto di Sacrilegio Tempesta.
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domenica 25 maggio 2014

PROFEZIA DEL 25/5/2014


TUTTI GRIDANO "LIBERTA'"!

STRINGENDOSI COME OSSESSI ALLE PROPRIE CATENE

ASSICURANDO ANGOSCIATI IL LUCCHETTO

DA POSSIBILI FURTI

POSSESSO POSSESSO POSSESSO POSSESSIONE

POSSESSO GELOSO DELLA PROPRIA PRIGIONE

POSSESSO ASSOLUTO DELLA PROPRIA RAGIONE

STIPULANDO ASSICURAZIONI DA OGNI POSSIBILE FURTO

DA OGNI POSSIBILE EVASIONE

O FELICITA' LIBERTA' IMPROVVISA

O DISTRAZIONE

O DERAGLIAMENTO

O INCEPPAMENTO DEL PROGRAMMA

O SEMPLICE DIMENTICANZA

CORRIAMO DIETRO SPAVENTATI AGLI ULTIMI AGGIORNAMENTI

URLIAMO UN'INSOFFERENZA FEROCE VERSO

OGNI LIMITE

E CI AVVINGHIAMO A IDOLI ARTIFICIALI

COME CREATURE PERSE NELLO SPAZIO

COSMICO DESERTO SIDERALE DIGITALE

SCARAVENTATI NEL NULLA DA

VENTI SOLARI TEMPESTE MAGNETICHE DI NEGAZIONE

CI AGGRAPPIAMO A IMMAGINI PUBBLICITARIE SORRIDENTI

O GURU RADIOATTIVI

CREDENDO NEL POTERE DELLA MIMESI

CREDENDO NELLA SALVEZZA DELLA FICTION

CREDENDO NELLA LIBERTA' DEL VOLERE

E DEL VOLERE IL VOLERE

E DEL VOLERE IL VOLERE DELLA VOLONTA'

DI QUALCUN ALTRO,

IPNOTIZZATI DA FINZIONI SERPEGGIANTI,

DARDEGGIANTI, COLORATE, DIVERTENTI.


I SIGNORI

CI TENGONO STRETTI DALL'ALTO DELLE

LORO RASSICURANTI MANOVRE PROGRESSISTE

TEATRO DI BURATTINI ASSASSINI

SERVI-PADRONI MOSSI DALLA CATTIVERIA

DI ESSERE PRIGIONIERI

SCHIACCIATI DA

DOVERI COLOSSALI MASTODONTICI

PESI TITANICI PARALIZZANTI

AUTOIMPOSTI

- ABBIAMO DIMENTICATO COME SI APRONO

LE FINESTRE DEL CERVELLO -

E CI LAMENTIAMO

E CHIUDIAMO GLI OCCHI-

- LIVING IS EASY WITH EYES CLOSED -

MENTRE LO SGUARDO IMPERANTE FOSFORESCENTE

DELLE NUOVE CREATURE

VA IDENTIFICANDOSI

CON IL PERIMETRO DEL CIELO.






domenica 2 marzo 2014

Neil Gaiman, la decreazione e "Obediah il disinventore"


Neil Gaiman dà - in un certo senso - la sua personale interpretazione, ironica e fantascientifica, del concetto simoneweiliano di decreazione - o discreazione - in un singolare, bizzarro racconto brevissimo tra il fantastico puro e l'umoristico assurdo, fugace visione elettrica che appartiene in tutto e per tutto al genere del mini-racconto di fantascienza, genere tradizionalmente molto basato su colpi di scena, paradossi e imprevisti inaspettati, shockanti o comunque cortocircuiti che ribaltano le prospettive, nell'arco di poche righe o poche pagine.

Qui - in una versione eterea, leggera, ludica di questo genere - divertente nonsense fantastico fine (forse) a sè stesso - un tizio dall'aria stravolta e scarmigliata entra in un pub, ordina un whisky e dichiara di essere un "disinventore". La maggior parte della gente si allontana giudicandolo un matto, qualcuno forse per ammazzare la noia abbocca all'amo e chiede spiegazioni. Mentre lo strano individuo parla, un discreto capannello di gente gli si forma attorno, continuando ad ingrossarsi.

Obediah Polkinghorn - così c'è scritto sul suo biglietto da visita - spiega: il suo lavoro, non facile, estremamente faticoso, è "dis-inventare" tutte le invenzioni che a suo giudizio hanno avuto conseguenze nefaste sulla vita degli esseri umani, a cominciare dagli zaini volanti per andarsene in giro per aria, e dalle macchine volanti, ovviamente. Naturalmente, la "dis-invenzione" è una reale decreazione: "Discreazione: far passare qualcosa di creato nell'increato." (Simone Weil): l'oggetto, tecnica, gadget, servizio, chincaglieria, macchina, apparecchio o mercanzia semplicemente smette di essere mai esistito, e naturalmente ne sparisce anche il ricordo, o meglio forse anche il suo ricordo non è mai esistito. Paradossalmente, il dis-inventore ricorda invece tutto ciò che ha dis-inventato.

Non aggiungo maggiori dettagli perchè vale la pena di andarsi a cercare la raccolta di racconti fs di autori diversi Il fantasma di Laika (tradotto in Italia in Urania Millemondi 64, uscito quest'estate) in cui è contenuto "Obediah il disinventore" e leggerselo (ci sono molti altri bei racconti nella raccolta).



Obediah Polkinghorn si sente molto utile al mondo.



In effetti avrei una lunga lista personale di invenzioni da disinventare da proporgli, se lo incontrassi....... ....per risalire la corrente del divenire fino a un attimo di inconcepibile, magico, atemporale disfarsi dell'irreversibile, dissolvenza comica del necessario in cui ripensare, creare altri mondi possibili, ricreandosi, rilassandosi, liberandosi nel fluire di possibilità d'essere, strutture mentali, possibilità emotive de-rigidificate, de-raggelate, de-create... tornate alla possibilità dell'apertura, dell'invenzione, della creatività, della possibilità di scelta: all'orizzonte verticale, trapezista, imprendibile, insondabile, ignoto, peripeziante, avventuroso, immaginifico, funambolico, aviatore, aliante, deltaplanista, aereo, solare, sognatore, artistico, audace della libertà.







sabato 26 ottobre 2013

Picchio dal pozzo- Picchio dal pozzo.

Questo invece uno dei più grandi capolavori del prog-rock italiano degli anni '70.

Metafisica sonora, eterea, rarefatta, esoterica, potente, jazz-rock, mitologica, bestiario sonico immaginifico giustamente misterioso, indefinibile, sospeso, lunare, fantascientifico, alieno, fatato.



Picchio dal pozzo, boh, boh, boh.






https://www.youtube.com/watch?v=nCRiALrDhj0

mercoledì 4 settembre 2013

Un capolavoro sperimentale del 1972-



"Pollution", 1972 (ai tempi - lontani - in cui Battiato era veramente un genio, il prog faceva scintille fantasmagoriche e tutto il mondo dell'arte della musica e della creatività in generale era decisamente molto più vivo di oggi- -Esistono oggi "scene" o anche singoli artisti di una vitalità tellurica e intelligenza innovativa sottile ed ultra-poietica, realmente creatrice, ultra-immaginativa e insomma causticamente de-creante, sognatrice, decostruttiva, utopica, desiderante, palpitante, fantastica, visionaria, fisicamente altroquandista, altera, libertaria, visceralmente, ferocemente poetica paragonabile? )-















Interessante, s-concertante, de-ragliante, sabotatrice, anche questa intervista radiofonica del 1978:




"Io Fuggo Indietro."




"Non c'è Valore, c'è Volere."










Indietro, si trova, per esempio, questo:



























Oppure:





https://www.youtube.com/watch?v=u2SU83cd_jg


Oppure:














 In avanti invece c'è  L'era del cinghiale bianco, 1979, album con il quale comincia la carriera commerciale di Battiato: canzoni ben confezionate, piacevoli, con testi originali e intelligenti, ma pur sempre canzonette commerciali...............









martedì 30 luglio 2013

HAIKU POSTUMANO


sE inserissi La Mia Anima/Software neLla tUa MacchINA/hArdWARE

sI verificheRebbe uN pARADOSSO, una Confusione DI ruoli:

Sarei Io - La mia ESSENZA - Dentro DI TE, al TUo pOsto - UNa FORma DI poSSESSIONE -

oPPURE TU che INDoSSI il MIO ProgRAmmma/MAscHERA?


   (dIOGENE senza L'ANIMA?)

domenica 3 marzo 2013

Sulle tracce di Wilhelm Reich.

"In Matrix le macchine hanno bisogno di far “dormire” gli uomini per tenerli sotto controllo e a volte sono costrette a liquefare i morti affinché nutrano i vivi per via endovenosa. In un modo o nell’altro ciò che viene impedito è la possibilità di accesso a qualcosa di vitale, per mezzo della quale l’uomo esprime se stesso, la propria personalità e la propria stessa essenza, qualcosa attraverso cui l’uomo vive. Uomini messi sotto controllo, quindi, impediti di esprimersi, uomini “morti”, che ricordano il “normopata”, il “mortovivo”, “l’uomo normale” di J. A. Gaiarsa, uomini schiavi, ma schiavi di cosa?

(...) 

Dal mito della caverna, contenuto nella Repubblica di Platone, al velo leggerissimo, che c’impedisce di “vedere” un oltre, descritto da William James, dalla danza dell’illusione di Maya al genio maligno e ingannatore di Cartesio, dalla trappola di Reich alla ruota dei pensieri collettivi di Gaiarsa o alla prigionia dell’ego descritta dagli psicologi transpersonali, tutti noi possiamo essere prigionieri di matrix.

Il film dei fratelli Wachowski ci ammonisce a non credere in ciò che si vede, c’invita a porre in dubbio ogni cosa, ciò che si percepisce come realtà. Tutto questo potrebbe essere facilmente definito come una condizione paranoica, una follia vera e propria. Se non è reale quello che noi crediamo sia reale, sani e pazzi potrebbero scambiarsi i ruoli.

(...)
 

Le parole d’ordine della controcultura sono: “lasciarsi andare” e scardinare le porte chiuse di un pensiero controllato e organizzato dall’alto, proprio come avviene in matrix, parole, queste, che hanno segnato la nascita, a partire dagli anni sessanta, di una nuova etica e una nuova morale, basate sulla libertà di pensiero. L’individuo viene chiamato a cercare se stesso, a cercare i propri valori, senza lasciarsi condizionare da una visione del mondo preconfezionata. Il film dei fratelli Wachowski ripropone questo invito ad un viaggio individuale che potrebbe anche diventare un viaggio collettivo, il cui fine è quello di cogliere la parte più umana di se stessi, affinché assuma il proprio compito esistenziale. 

(...)
 
Nell’ultimo decennio il problema della realtà è riemerso in ambito letterario nella rivalutazione di autori come Philip K. Dick, che ricercava una vera realtà, nascosta dietro le apparenze e, nel cinema, in pellicole come Dark City di Alex Proyas e The Truman Show di Peter Weir che descrivono mondi abitati da persone che vengono deliberatamente tenute all’oscuro dell’artificialità della propria esistenza, mondi artefatti e illusori, mondi dai quali si vuole fuggire e nei quali il protagonista lotta eroicamente per la propria liberazione. In questi film vengono descritte la lotta e la fuga da tali mondi, mondi nei quali l’artificiosità è prodotta dalla manipolazione della realtà a opera del potere: politico, economico, psicologico e d’informazione."


                                                                                  
                                                                        
                                                                                     (Virginia Salles, dall'articolo Wilhelm Reich, passeggero della Nebuchadnezzar, qui sotto al primo link)





  nel secondo link Orgonauti, evviva!!! - un cortometraggio di delirantemente iper-lucido anti-cinema di A. Grifi ispirato a Reich e alle sue teorie- 







 http://www.centrostudipsicologiaeletteratura.org/arsal57.html








 https://www.youtube.com/watch?v=iuRGr8TsoBY







 

giovedì 20 dicembre 2012

le tele dell'Universo.

"Praticamente tutti gli uomini hanno la sensazione che la realtà sia più vasta di ciò che appare a prima vista.
Tra le nebbie dei nostri ricordi più ancestrali, sappiamo di avere dentro di noi poteri magici e miracolosi; l’ambiente intorno a noi ce lo ricorda costantemente. La scienza moderna ha dimostrato, al di là di ogni dubbio, che la “materia” quantistica di cui siamo fatti si comporta in modi apparentemente miracolosi. Se le particelle di cui siamo composti possono comunicare istantaneamente tra loro, essere in due luoghi allo stesso tempo, guarire spontaneamente e perfino cambiare il passato attraverso scelte operate nel presente, anche noi possiamo le stesse cose. L’unica differenza tra noi e quelle singole particelle è che noi siamo composti da molte particelle tenute insieme dal potere della consapevolezza.
I mistici antichi ricordavano al nostro cuore (e la scienza moderna lo ha dimostrato alla nostra mente) che la forza più potente dell’universo sono le emozioni presenti all’interno di ciascuno di noi. E questo è il grande segreto della creazione stessa: il potere di creare nel mondo ciò di cui nella nostra immaginazione siamo convinti. Forse sembra troppo semplice per essere vero, ma sono convinto che l’universo funziona precisamente così.


(...)


Come gli antichi iniziati avevano scoperto che tutto ciò che occorreva loro per vedere il mondo in modo diverso era una piccola spinta, forse tutto ciò di cui noi abbiamo bisogno è un leggero spostamento per vedere che siamo gli architetti del nostro mondo e del nostro destino, architetti cosmici che esprimono le proprie convinzioni interiori sulle tele dell’universo." (Gregg Braden, da un'articolo comparso in Italia sulla rivista Scienza e Conoscenza)


Prospettiva interessante.

Mi viene solo da aggiungere: se l'Universo è una tela su cui dipingiamo la Vita, la Morte, il Tempo, le Scelte, i Dissidi, le Contraddizioni, gli Enigmi, l'Ombra-Luce, la Vita-Morte-Vita, l'Amore, l'Odio, la Pace, la Guerra, la Felicità, la Disperazione, i Sogni, l'assenza di sogni, paesaggi apocalittici piuttosto che mari aperti con un buon sole caldo e un buon vento nella giusta direzione, in rotta verso isole di sconosciuto benessere, allora l'Arte, in tutti i suoi aspetti, è davvero il linguaggio magico dell'Esistenza.

giovedì 6 dicembre 2012

Uno dei capolavori del prog rock italiano degli anni '70.

http://www.youtube.com/watch?v=D-y1YPJvu9A

Interessante romanzo a puntate.

Segnalo questo interessante romanzo - splendidamente scritto - e, almeno per il momento, avvincente - che compare a puntate su questo blog di cose sarde.

Il blog in generale è interessantissimo, gli articoli di ottima qualità toccano temi molto diversi: dall'archeologia nuragica, alla politica, fino appunto agli scrittori emergenti sardi.

Mi sembra poi interessante e innovativo - un tipo di innovazione che sa essere contemporaneamente radicata nella tradizione e aperta al futuro - anche il fatto che il sito è scritto in tre lingue: si alternano articoli in sardo, in italiano e in inglese - come a significare che difendere la propria specificità linguistico-culturale-territoriale non vuol dire essere chiusi al mondo e alla storia.


http://monteprama.blogspot.it/2012/12/arega-pon-pon-1-di-16.html

martedì 4 dicembre 2012

Gaia.

Due di notte. Sto morendo di sonno, ma sono assorto nella lettura di un libro estremamente interessante. E' un libro sull'ipotesi Gaia. Un modello scientifico innovatore, proposto da diversi scienziati da molti anni, nel quale per esempio la Terra, chiamata evocativamente Gaia (nome antico della Dea Madre) è vista come un sistema interdipendente di esseri viventi e non viventi in cui le singole parti collaborano attivamente all'equilibrio del tutto. Per questo Gaia può essere descritta come un unico gigantesco essere vivente, del quale le singole parti sono gli organi. Organi che però, esattamente come gli organi che ci costituiscono o che costituiscono un qualsiasi animale, o come le comunità di batteri che ci abitano, hanno una loro libertà e una loro capacità di modificare, attraverso la loro azione, il sistema di cui sono parte. Il disegno d'insieme risulta perciò determinato da una specie di accordo, di risultante di un accordo fra diverse spinte di numerosissimi esseri. Il mondo biologico, quindi, per esempio, e quello umano che ne è parte, non è più visto in termini darwiniani come una lotta all'ultimo sangue per la sopravvivenza in cui sopravvive il più forte, ma, al di là delle apparenze, al di là in realtà soprattutto della vulgata scientifica attraverso la quale percepiamo il mondo, è un mondo in cui la collaborazione e la capacità di agire per un comune scopo, per un superiore equilibrio, di diversi esseri, ha spazio almeno quanto la competizione.
Assonnato, sono però tutto preso da questo mio sforzo intellettuale notturno, concentrandomi per comprendere le diverse implicazioni epistemologiche, politiche, esistenziali di questo modello scientifico: il mondo non è più un meccanismo, una macchina cartesiana che può essere descritta con leggi ferree, attraverso la conoscenza delle quali si può modificare l'ambiente, ma un organismo, in cui ogni minima cosa è interdipendente, legata per la vita e per la morte a tutte le altre; le nostre azioni non possono più essere descritte come atti di volontà autonomi di esseri totalmente distinti dagli altri, ma tutto è molto più strettamente interrelato... le conseguenze politiche, sociali di questo modello, poi, sono profondissime, mettono in discussione il modello capitalista in cui.........
.........a un tratto mi viene in mente una cosa: mentre sto riflettendo su tutte queste importantissime, complesse questioni sul superamento del meccanicismo, alle due di notte, stanco... forse sto trattando me stesso come un meccanismo. Che senso ha?

Chiudo il libro, spengo la luce, vado a dormire.

Sogno.

Sogno un cervello cosmico, che cerca il ritmo del suo cuore.
Il rimbombo assordante di un gigantesco orologio galattico lo distrae continuamente, impedendogli di risintonizzarsi sul suo proprio ritmo naturale.
Il cuore dell'universo, intanto, nel suo buio baratro pulsante, palpita profondo, musicale, vibrante, crepitante, fremente, tremolante, cupo, roco, lento, armonico, indifferente. Il suo battito risuona in ogni interstizio dell'universo, ogni cellula, ogni atomo si muove in sincrono a questo muscolo infinito. Che non ha nessuna consapevolezza di orologi o cervelli, e quindi non si cura di essi.

giovedì 11 ottobre 2012

ti sei mai chiesto: quale funzione hai?





























                il silenzio del rumore/delle valvole a pressione

               i cilindri del calore/serbatoi di produzione

               anche il tuo spazio è su misura.

               non hai forza per tentare/di cambiare il tuo avvenire

              per paura di scoprire/libertà che non vuoi avere.

                 ti sei mai chiesto:/ quale funzione hai?

              quale funzione hai?/ti sei mai chiesto

               per paura di scoprire/libertà che non vuoi avere...

(Franco Battiato, dall'album: Pollution, 1972)

http://www.youtube.com/watch?v=Z85UOJmf-5A




mistero della luce/assente/. notte. ombre/arabeschi su muri. linea punto fessura crepa muro manifesti strappati lampioni rotti rumore segnali. criptologia ermetica. suoni incantati da bagliori strepiti. crepitio. teoresi divergente. atomi. blu. nero.

http://www.youtube.com/watch?v=4HFjR4ZLTiY

martedì 10 luglio 2012

Patti Smith canta Neil Young: After the gold rush, testo, traduzione mia, mio commento.

 After the gold rush

Well, I dreamed I saw the knights
In armor coming,
Saying something about a queen.
There were peasants singing and
Drummers drumming
And the archer split the tree.
There was a fanfare blowing
To the sun
That was floating on the breeze.
Look at Mother Nature on the run
In the nineteen seventies.
Look at Mother Nature on the run
In the nineteen seventies.

I was lying in a burned out basement
With the full moon in my eyes.
I was hoping for replacement
When the sun burst thru the sky.
There was a band playing in my head
And I felt like getting high.
I was thinking about what a
Friend had said
I was hoping it was a lie.
Thinking about what a
Friend had said
I was hoping it was a lie.

Well, I dreamed I saw the silver
Space ships flying
In the yellow haze of the sun,
There were children crying
And colors flying
All around the chosen ones.
All in a dream, all in a dream
The loading had begun.
They were flying Mother Nature's
Silver seed to a new home in the sun.
Flying Mother Nature's
Silver seed to a new home.

Look at Mother Nature on the run
in the twentyfirst century,
Look at Mother Nature on the run
in the twentyfirst century.

(Neil Young - ultimi quattro versi aggiunti da Patti Smith)


Dopo l'assalto d'oro


Beh, sognai di vedere i cavalieri
che arrivavano con la loro corazza,
dicevano qualcosa a proposito di una regina.

C'erano contadini che cantavano
e tamburini rullavano il tamburo
e l'arciere fendette l'albero.

C'era una fanfara che zefirava
al sole
che ondeggiava nella brezza.

Guarda, Madre Natura sta scappando
nei millenovecentosettanta
Guarda nostra Madre Natura che scappa
nei millenovecentosettanta.

Stavo steso in un seminterrato in cenere
con la luna piena nei miei occhi.
Speravo in una sostituzione
quando il sole esplose squarciando il cielo.
C'era una banda che suonava nella mia testa
e mi sentii come se fossi tirato verso l'alto.
Stavo pensando a quello che un
Amico aveva detto
speravo che fosse una menzogna.

Beh, sognai le
navi spaziali d'argento volare
nella coltre gialla del sole,
c'erano bambini che piangevano
e colori che volavano
tutt'attorno agli eletti.

Tutto in un sogno, tutto in un sogno
avevano cominciato a caricare.

Stavano trasportando in volo il seme d'Argento
di Madre Natura verso una nuova casa nel sole.

Guarda, Madre Natura sta scappando
nel secolo ventesimoprimo
Guarda nostra Madre Natura che scappa
nel secolo ventesimoprimo.

(traduzione mia)


 http://www.youtube.com/watch?v=ZSa0QTbtYc4








martedì 19 giugno 2012

ESERCIZI DI SCOLLEGAMENTO E CONNESSIONE

Jesus died for somebody's sins but not mine
meltin' in a pot of thieves
wild card up my sleeve
thick heart of stone
my sins my own
they belong to me, me
people say "beware!"
but I don't care
the words are just
rules and regulations to me, me

Patti Smith — 


 

"Gesù è morto per i peccati di qualcuno, ma non per i miei!" 

- ha un primo, immediato, semplice, anche bello, significato di ribellione rock e di furia


anticlericale.


Questo il primo significato che viene alla mente.


Se ne possono immaginare degli altri?


Potrebbe voler dire, forse:


"Io non sporcherò mai la mia anima col sangue ingiustamente versato di questo grandissimo 


predicatore anarchico!!!!!!!! Non mi mischierò mai a questa forma ipocrita di cannibalismo 


sacrificale!!!!!!!!!!!!!! Gesù non voleva morire, voleva vivere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E continuare a fare 


miracoli e "scollegare" la gente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E soprattutto non è morto per salvare le 


anime di chicchessia!!!!!!!! La salvezza dell'anima riguarda ognuno faccia a faccia con sè 


stesso!!!!!!!!!!!!!!!! E' responsabilità individuale!!!!!!!!!!! E perchè mai un omicidio potrebbe  


servire a qualcosa??????? Essere - utile?????????????????? E per che cosa, poi, per la 


salvezza delle anime????????????????? Non è solo un delirio assurdo da farisei, ma è 


anche esattamente la negazione del messaggio di questo profeta ribelle, che è venuto a 


"scollegare" innanzitutto proprio ogni moralismo formale e dualista, ogni distinzione 


benpensante e rituale fra "puro" e "impuro", e ogni logica sacrificale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



E' venuto a dire che la vera etica comincia dove ognuno si assume su di sè il proprio Tao, e 


la 


pianta di proiettare il negativo e lo scomodo su tutto ciò che è istituito come "impuro" e tutto 


ciò che è istituito come capro espiatorio!!!!!!!! "I miei peccati appartengono a me!!!!!!!" grida 


Patti - "Chi è senza peccato scagli la prima pietra!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!" - la incita 


facendogli coro il santo antimoralista - "Misericordia io chiedo, non 


sacrifici!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!" - continua urlando nel microfono e battendo mani e piedi come


 uno 


scalmanato invasato da Dio, improvvisando gorgheggi gospel e aizzando il pubblico con 


poesie 


d'amore per il Cosmo - buttandosi sopra la folla che fa cori da stadio "Ah com'è bbello 


poterselo 


abbracciare/ ah, com'è bbello portarselo a ballare!!!!!!!!" (Capossela, "L'uomo vivo - Inno alla 


gioia")".







Tutto questo è solo un esempio. 




Per dire la seguente cosa generale.



Se qualcosa genera in me sconforto, angoscia, orrore - nell'esempio, il moralismo ipocrita e 



violento di gran parte del cristianesimo contemporaneo - sembrerebbe che ho due 



possibilità: o 



rimuovo, faccio finta di niente, chiudo gli occhi, tiro innanzi come se niente fosse - o mi 



scandalizzo, mi infurio, polemizzo, mi scaglio con tutta la mia forza contro le cause di questo 



stato di cose.




Ma forse ce n'è una terza: invece di reagire e inveire contro qualcosa, e facendo così 


rimanere



nei confini delimitati da quel qualcosa, nella logica che vorrei criticare - io posso agire in 



maniera 



creativa, usando il linguaggio e lo stato di cose di quel qualcosa che desidero cambiare, ma 


in 



maniera viva, vitale, rivoluzionaria - "scollegando" e sommuovendo questo qualcosa 



dall'interno,


non chiamandomi fuori, ma



trasformando le sue frasi fatte in versi di poesia surrealista, usando i suoi slogan per 



trasfigurarli 



e farli diventare metafore vive, frasi in codice senza soluzione, enigmi, contraddizioni danzanti 



allegra musica grottesca, concerti di assurdità creatrici di sensi nuovi.



Questo post è in parte una risposta al post di Ettore Fobo "Pizza, mandolino e reality show" 


sul 


suo blog a cui rimando (http://ettorefobo.blogspot.it/), in parte la conseguenza della visione del film


"Il pianeta verde", che mi ha letteralmente, e positivamente, sconvolto.


In questo film, su un pianeta più piccolo del nostro, la popolazione, fisiologicamente identica a noi, ha


superato da migliaia di anni lo stadio industriale (la cui storia si studia come "archeologia") ed è tornata


ad una vita basata su stretto rapporto con la natura, frequente (e divertente!) esercizio fisico,


alimentazione semplice e vegetariana, democrazia diretta egualitaria perfettamente funzionante, sviluppo

 del potenziale della mente (intuizione, telepatia, teletrasporto), vita comunitaria armonica e, forse più

di tutto, comunicazione sincera, aperta e realmente disposta ad un ascolto profondo, emotivo,


possibilista.


Una abitante di questo pianeta decide di visitare il nostro arretrato pianeta per vedere a che punto siamo


con l'evoluzione. La cosa più divertente è il "programma scollegamento" di cui è stata dotata per questo


viaggio, che ha sui terrestri l'esilarante, spesso anche commovente effetto di frantumare il loro piccolo


ego quotidiano fatto di abitudine, falsità, meccanismi automatici coatti, nevrosi, logiche di potere,


e restituirli al loro essere semplicemente degli esseri umani, dotati di continenti interiori insospettati di


emozioni, sentimenti, intelligenza, creatività, meraviglia, gentilezza.



Dunque, perchè di fronte agli orrori della società dello spettacolo, invece di scandalizzarci e di inveire,


condannare, polemizzare, stigmatizzare, incraniarci, tirarci fuori - cosa che per sua natura non può che

 essere una reazione sterile,


inutile, dannosa, e soprattutto in quanto re-azione rimane nella logica a cui si contrappone: come può


una critica al nichilismo essere a sua volta nichilista????



- perchè dunque di fronte a questo orrore invece non agiamo in maniera creativa, cercando di 


"scollegare" i meccanismi infernali della società malata in cui viviamo dall'interno, usando il suo 


linguaggio per trasfigurarlo, per connetterci a qualcosa che questi meccanismi supera???????






Se vivo in un deserto di rottami di plastica, sono autorizzato solo per questo a dire all'Essere infinito


che mi abita, alle foreste vergini che mi abitano e che vogliono esprimere la loro gioia d'essere


attraverso di me: "No, grazie, non me la sento. Lo sapete anche voi, sono nato in un'epoca sfortunata..."?



No, se vivo in un deserto di rottami di plastica userò colla e colori sintetici per dipingere la tempesta


che mi abita, e ci appiccicherò pezzi di plastica impazziti trasportati dal

vento che siano un canto alla Bellezza e alla Potenza della Natura e dell'Essere!


se vivo in un'epoca il cui linguaggio è fatto di monosillabi attoniti o esaltati, userò il puro suono di questi monosillabi per comporre una sinfonia epica che sia un inno alla vita, un concerto metafisico che con questi suoni riproduca la Voce del Vento e il Mistero d'essere che in lui parla!

se vivo in un'epoca drogata di televisione e di internét, userò le immagini televisive  e le logiche binarie di internet per creare cortometraggi-nonsense in cui l'enigma senza soluzione del silenzio trovi il suo spazio per respirare e essere ascoltato!


se vivo in un'epoca in cui tutto, perfino la poesia, viene ridotto a slogan pubblicitario, refrain ossessivo automatico in cui ogni significato perde senso e vita, prenderò gli slogan degli spot pubblicitari e ne farò un canto surrealista dove la vita e il suo potentissimo nonsenso trionfino vittoriosi!!!!!!!!


se vivo in un'epoca in cui "romanticismo" da corrente di letterati sognatori è diventata una parolina televisiva buona giusto per san valentino - io creerò - se mai ne avrò i mezzi - una trasmissione televisiva autenticamente Sturm und Drang, in cui l'inquietudine l'ansia la passione più profonda i sogni azzittiti delle persone possano urlare il loro diritto all'esistenza!!!!!!!!!!!!!!!!


Che razza di harakiri esistenziale è questo, che può spingere qualcuno, per protestare contro la società impazzita in cui viviamo, lo scenario fanta-industriale che ci circonda, a soffocare dentro di sè gli oceani in tempesta, gli uragani, gli tsunami, le brezze marine, i terremoti, le voci selvatiche di animali di foresta, i canti di delfini e balene, che premono dentro di lui per fargli danzare la vita, farlo giocare con la vita, nonostante tutto, anzi entro questo tutto, proprio utilizzando lo stato di cose così com'è, spingendolo a trasformare una prateria di rifiuti urbani - con la sua fantasia, la sua gioia, la sua creatività - in una reale prateria dove galopparci felici fino allo sfinimento???????????????


- E quindi ho composto questa




POESIA TAMARRA





La vita è breve


come l'abbronzatura


piglia questo poco


e fanne un'orgasmatura


uno sballo, una figata massima


una avventura che spacca,


senza punteggiatura.


piglia sto poco


se non te lo pigli non c'è


più niente



se non te lo pigli



la tua vita è stata un incidente



se non te lo pigli




nessuno te lo dà.


se non te lo pigli


non saprai mai



che film, che flash,



che storia stonata


sarà.


Io te lo dico, e non te lo ripeto


pigliala sta vita, non


tirarti indietro



che se ti tiri indietro


nessuno ti dice grazie



ma tutti ti ridono dietro.



Non tirarti indietro, ti dico:


pigliala tutta intera


così com'è sta vita,


prendi tutto quel che vuoi

spacca il culo alla paura!




Se c'hai l'animo cazzuto,

se non dici

no in faccia

a sto vento,

se te lo strappi

fuori,

sto spavento,

e gli urli

in faccia

che

la vita

la vuoi

da schianto,

nessuno ti ferma, te lo dico

io!



nessuno ti può rompere

i coglioni,

e se te li rompono,

tu sputagli in faccia,

e gridagli:

io la vita me la vivo come voglio io!

se non sei d'accordo, sloggia!

nessuno ti può fermare

se c'hai

i coglioni

di sparare in

faccia alla vita

sta gran bellissima donna,

che la guardi

e te la scordi ogni menata,

sputargli in faccia:



"TI VOGLIO!!!!!!!!!



con quella tua faccia da campionessa imbizzarrita!!!!!!!!!"





Spaparànzati su sta barca che se ne va,

rema se c'è da remare,

e soprattutto

decidi sempre tu la rotta!