di-segno di Sacrilegio Tempesta

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pARTICOLARE DI "Autunno", quadro di Diogene senza l'anima?. Foto di Sacrilegio Tempesta.
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lunedì 7 ottobre 2013

Terra Guasta, deserto, "periferia senza centro", cosmopoli, non-luogo

Un esempio della devastazione di luoghi e culture da parte della “modernità incivile”, in questo caso in un territorio particolarmente "squassato", il Sud Italia.
 Nella fattispecie, una parte della costa calabra occidentale, striscia di terra tra la Sila e il Tirreno, trasformata in non-luogo vacanziero, deserto fantasma abbandonato d'inverno, preda di assalti di massa d'estate; preda sempre della speculazione edilizia che distrugge paesaggio e tracce storiche dell'abitare umano; "periferia senza centro", un'enorme periferia marittima devastata, paesaggio trafitto dalla moltitudine delle seconde case affiancate in serie, della gente che viene da Cosenza - che fino a trent'anni fa non comunicava neanche con questa zona; non-luogo disperso, alienato, a-locale, "terra desolata" dal paesaggio cancellato e dal territorio incancrenito.

Lettura devastante e necessaria. Impressioni di un'apocalisse di Settembre.

 “Scegliete di arrivare più lontano”
(pubblicità, cartello stradale, SS 18)



“L’efficienza riparte da nuovi valori”
(pubblicità, cartello stradale, SS 18)




http://comunitaprovvisorie.wordpress.com/2013/09/27/impressioni-di-settembre/#comment-3691







martedì 1 ottobre 2013

Terra corsa-


Le struggenti, splendide polifonie corse, figlie di una terra bellissima, aspra, dolce come il mirto, selvaggia, selvatica, sofferente e maltrattata nella storia da numerosi punti di vista, insieme al suo popolo.

https://www.youtube.com/watch?v=FU-wBJ4r3f0


sabato 7 settembre 2013

SE NON-


"SE NON RESPIRI IL CORPO MUORE; SE NON AMI, MUORE L'ANIMA." (OSHO)






AGGIUNGO: SE NON MUOVI ALMENO OGNI TANTO IL TUO CORPO AL RITMO DELLA MUSICA, MUOIONO SIA LA MENTE CHE IL CORPO!











https://www.youtube.com/watch?v=sgMAmkVtug0



















lunedì 19 agosto 2013

Poesia e Paesologia-



Splendida poesia di Franco Arminio. Poeta e paesologo.

Il Sud Italia, la devastazione di territori squassati e sradicati, preda della modernità più dis-animata, calvario inebetito di smog e rumore, traffico e cemento.

I paesi e la loro cultura abbandonati o uccisi.

" (...)

 Prima ogni posto aveva un suo respiro
e per vederlo salivi le scale,
ogni luogo era una stanza intima,
lingua cupa, mandibola
feroce. Ora in giro c’è un’aria
di sconfitta, un rosario di facce
innervosite da una smania senza fondo.

(...)"

                             (Franco Arminio)



 Qui la poesia completa:


http://comunitaprovvisorie.wordpress.com/2013/08/11/limpero-romano-alla-rovescia/#comment-3642



martedì 13 agosto 2013

Su donu.



"Una leggenda sarda, molto suggestiva, attribuisce a Dio lo strano nome di Eu-su-primu-cantende, Io-il-primo-che-canta, stabilendo esplicitamente un legame diretto tra il canto e l'atto divino della creazione."



                                                                     (Michela Murgia, Viaggio in Sardegna)

"Dopo aver parlottato e sputato al centro del cerchio per un paio di minuti, attaccavano il preludio con una specie di accompagnamento cupo: un suono come di cornamusa, con un tocco di calore profondo; a volte mi ricorda il suono dell'organo in chiesa. Dopo un po' il solista sembrava aver trovato l'ispirazione e cominciava la canzone vera e propria. In genere era un baritono o un tenore, con una bella voce vibrante. Ma tra i sardi la voce, per quanto apprezzata, non è la cosa più essenziale. Il cantadore deve possedere prima di tutto su donu, quel qualcosa che gli consente di trascinare gli altri quando è portato dallo spirito della canzone."

                                   (Amelie Posse Brazdova, Interludio di Sardegna, citato nel libro della Murgia)
















giovedì 6 dicembre 2012

Interessante romanzo a puntate.

Segnalo questo interessante romanzo - splendidamente scritto - e, almeno per il momento, avvincente - che compare a puntate su questo blog di cose sarde.

Il blog in generale è interessantissimo, gli articoli di ottima qualità toccano temi molto diversi: dall'archeologia nuragica, alla politica, fino appunto agli scrittori emergenti sardi.

Mi sembra poi interessante e innovativo - un tipo di innovazione che sa essere contemporaneamente radicata nella tradizione e aperta al futuro - anche il fatto che il sito è scritto in tre lingue: si alternano articoli in sardo, in italiano e in inglese - come a significare che difendere la propria specificità linguistico-culturale-territoriale non vuol dire essere chiusi al mondo e alla storia.


http://monteprama.blogspot.it/2012/12/arega-pon-pon-1-di-16.html

domenica 14 ottobre 2012

-CARTOLINA DALL'ANDALUSIA-


Terra franchista,

terra nazionalista,

terra monarchica,

terra riarsa,

terra assetata,

terra di ragnatele familiari

e ragazze rinchiuse

dietro finestre

decorate con inferriate

di ferro

non tanto tempo fa.

Bellissimi

patios che

nascondono

orrori.

Madonne

rosse

addolorate

che

urlano

angoscia

terrorizzate

nella

piazza

bianca

deserta

incendiata

accecata

dal

sole

che

scende

confraternite

religiose

di

schiavi

penitenti

autofustigati

sciami

di

mosche

affamate

su pezzi di carne di maiale

fritti.

Cartoline

con

toreri

stralunati

dalla

paura

crocifissi

dall’orrore

sfondati

dal

tripudio

fanno ridere i turisti.

Terra

violenta

il sangue

delle vergini

e quello dei tori

dei mori

dei marrani

e dei

barboni

scorre a

fiumi incessanti per

andare

a ingrandire

la sete

del

Guadalquivir

disseccato.

59 gradi deflagrano agosto.

Notte:

un

tronco secco

fantasma

tagliato

con

buco-caverna

oscura

segreta

covo anfratto

per

fauni animaleschi e duendes crudeli carogne

sta di fronte al

Mac Donald.

Lo spettro

di Federico Garcia Lorca

si aggira

per i vicoli

notturni

e spaventa

col suo latrato

agonizzante

gli

yankees strafottenti

e

sulla groppa

di un

piccolo

magro

famelico

nero gatto selvatico

fa scherzi innocenti

alle giovani francesi.

I Radiohead

al bar,

mentre mangio

pane e aglio,

mi

tengono

compagnia

con una canzone triste sulle società totalitarie,

dalla radio.


Ma

uscendo da Cordoba,

uno stormo di aironi bianchi,

in perfetto equilibrio nel vento,

ci saluta

dalla campagna

accanto alla strada.

E

l’enorme

ulivo secolare

solitario

sul

colle ondulato

è in

perfetta,

serena,

epicurea,

stoica,

mediterranea

quiete

con la sua ombra.













                                     ( Diogene senza l'anima?)